Tutti Noi del gruppo "SiAmo Asiago- Insieme per l'Altopiano" esprimiamo sentite condoglianze alla famiglia Dal Sasso congiuntamente al nostro caro "Mème"unendoci al loro dolore.
mercoledì 6 marzo 2019
lunedì 25 febbraio 2019
Vaia ‘la martellata di Dio’ - Convegno a Belluno sulla tempesta
Lo scorso 8 febbraio Vaia
protagonista a Belluno. Nello splendido convegno sul tema, relatori di alto
profilo, esperti in scienze forestali provenienti da varie regioni italiane
e figure istituzionali delle aree colpite: Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia. La sala del
Museo Comunale strapiena!
La sessione si è svolta a ritmo
frenetico, per dar spazio a tutti i relatori. I privilegiati presenti, han potuto farsi finalmente un quadro completo
sulla portata del disastro o ‘disturbo’ - così definito da più
relatori. “…Che non sarà un caso isolato”, confermano, come dimostrano le
tempeste verificatesi in Europa (e in Nord America) da 20 anni a questa parte: Vivianne - 1990 (Europa); Lothar e Martin - 1999 (Francia Belgio
Germania), Gudrun - 2005 (fascia
Nord-europea); Kyrill - 2007 (Europa
e Nord Europa), infine Vaia: primo
fenomeno distruttivo in Italia! La colpa? Sempre quella: il cambiamento climatico! Ma non van dimenticati l’abbandono
dell’habitat boschivo, la mancata raccolta dei residui boschivi da taglio
programmato e il mancato monitoraggio dello stato di salute delle piante, che
ha portato a fenomeni marcati di infestazione da scotilidi (bostrico), che fan
comunque parte del quadro generale dell’incuria
e dell’indifferenza nei confronti dell’ambiente.
La tempesta Vaia, è stata definita ‘la
martellata di Dio’, dallo studioso G.Hellrigl, ad indicare che a saldare i conti ci pensa la Natura,
mettendo di fronte alla realtà noi umani beoti ed indifferenti. (La
‘martellata’ è il segno lasciato dall’ascia
dagli addetti forestali, sulle piante da abbattere. Ndr).
Esperti del settore forestale,
docenti delle Università di Padova, Trento, Milano, Firenze, Torino, hanno
esposto l’aspetto tecnico-scientifico della tempesta Vaia e amministratori
delle province colpite, han portato testimonianze dirette di quanto accaduto nei
loro ambiti territoriali, rendendo il quadro quanto mai esaustivo. In un’unica
giornata, sono stati sviscerati a fondo cause ed effetti, lasciando all’auditorio
la consapevolezza di futuri analoghi disastri. Ecco motivato lo slogan di
apertura: ‘Vaia: disastro o opportunità
per le foreste del Nord-est?’ Ovvero: ‘impariamo da questo evento cosa
fare e non fare’. Usiamolo come un esperimento per essere preparati a ciò che
potrà riaccadere. Ma come? Così all’italiana? Sempre bravissimi noi nelle
emergenze…
No, la risposta è: ‘GOVERNANCE’, è regia e coordinamento di tutti
gli attori, politici, istituzionali, privati, fino ai singoli cittadini, cioè a
tutti noi. Così si è mossa la provincia di Trento e nella stessa direzione va
la testimonianza portata del Prof. Fioravanti, Docente dell’Università di
Firenze. Senza un’azione di governance, tutte le energie messe in campo da
istituzioni, mondo del volontariato, media, privati cittadini, si disperdono in
mille rivoli e le azioni si sovrappongono perdendo in efficacia. Chiaro, tutte
le aree colpite son lì in attesa delle scelte regionali, dei finanziamenti
europei, della carità, verrebbe da dire. Ma il terremoto del Friuli docet…e tutti devono fare la loro parte!
Conseguenze di tali eventi
disastrosi non sono solo il mancato
guadagno nella vendita dei fusti immessi sul mercato a prezzi stracciati e
i danni economici oggettivi dovuti al ripristino di strutture, siti, strade (centinaia
di km di strade e sentieri), ma anche il
rischio fitopatologico certo e il rischio ambientale a lungo termine,
ancora incerto. Come prima cosa: sgombrare i fusti esausti, dopo aver previsto
piazzali di stoccaggio e sistemi di mantenimento del materiale: gli scotilidi
aggrediscono al primo tepore e le vittime prescelte sono le piante a terra: da
queste, passare a quelle erette, è un attimo. Ecco perché viene consigliato di isolare gli alberi caduti da
quelli in piedi e di raccogliere i fusti, prima in piccole aree, poi in
quelle più estese. Vari sono i metodi di conservazione adottati nelle tempeste
sovracitate: essicazione rapida all’aria aperta; conservazione dei fusti in
siti con coperture isolanti o in ambiente anossico (senza ossigeno);
immersione, aspersione/irrigazione. La conservazione del legno, serve a
mantenere la qualità nel tempo; a dilazionare l’immissione nel mercato per
contenere il crollo dei prezzi e a garantire la disponibilità di materia prima
al settore produttivo. I soggetti da
coinvolgere spaziano dalla sfera nazionale a quella internazionale, siano
aziende del settore forestale o aziende di trasformazione. Quindi la corsa alle
aste ribassate dell’80%, effettuata da varie amministrazioni delle zone
colpite, è un suicidio economico. L’operazione complessiva sarà comunque a
lungo termine e il ripristino impossibile da stabilire, essendo ancora non
definitiva la cifra del disastro. La
questione: ‘ripiantumare o no e dove o cosa ripiantare’, è secondaria.
L’asportazione invece, è primaria e
richiederà dispendio di energie mezzi e tempi, al di sopra di ogni previsione. ‘Aste
subito’, è la scelta fatta in Altopiano di Asiago, grande assente al
convegno di Belluno, seppur citato più volte nei numeri da vari relatori.
D’altronde l’Altopiano non è montagna e
non è trattato come montagna né dalla provincia né dalla regione, che pensa
bene a tenersi stretto il bellunese, sempre ad un passo dalla scissione
territoriale. Quindi i secoli di autonomia a gestione regoliera, i drammi delle
due guerre e i disastri ambientali ed economici dalla politica delle seconde
case, non son bastati a questa terra
martoriata: ci voleva la ‘martellata
di Dio’, per dare la mazzata finale. Nelle altre aree interessate da Vaia, si stanno effettuando scelte diverse, gli
attori si stanno omologando, confrontandosi ad di qua e al di là delle Alpi.
L’Altopiano no, confermando l’idea di un
isolato geografico: vicino a tutto ma distante da tutto.
Beppa Rigoni
Ubicazione:
32100 Belluno BL, Italia
sabato 23 febbraio 2019
Comunicato stampa sul Volantino “Cambiate” dopo 15 anni di amministrazione Roberto Rigoni
| Dal post Facebook di Roberto Rigoni |
La lista civica “SìAmo
Asiago, insieme per l’Altopiano” comunica di prendere le distanze da questa
modalità di critica e di propaganda politica anonima! Il nostro capogruppo Dalle
Ave Monica ha sempre dimostrato, durante tutto il mandato, di lavorare in
modalità di trasparenza e correttezza.
Ma, teniamo a sottolineare che la democrazia non è una presunzione di verità. Non possiamo
permettere che il sindaco uscente Roberto Rigoni in un post sul suo profilo
facebook voglia unicamente colpire scorrettamente non essendo sicuro della
matrice, le alternative “democratiche”
per Asiago! Ancora di più come “avvocato”.
L’onestà intellettuale è più importante
nei momenti difficili di una Città da parte del “primo cittadino” per dare serenità prima che alimentare i rancori e gli animi. Non
entriamo in merito nei contenuti della lettera in quanto si aprirebbero fonti
di discussione a 360°.
Sta di fatto che questa amministrazione sta GOVERNANDO ASIAGO DA 15 ANNI, ed è fisiologica la volontà di CAMBIAMENTO.
![]() |
| Scansione da Volantino |
Ci dispiace, ma strumentalizzare, come ha fatto il sindaco un
volantino per colpire la democrazia tutta e l’opposizione è un atto scorretto.
Vorremmo solo
concludere citando una frase di Voltaire:
«Non sono d’accordo con quello che dici, ma
darei la vita perché tu lo possa dire».
Il consigliere comunale Monica Dalle Ave
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Ubicazione:
36012 Asiago VI, Italia
giovedì 7 febbraio 2019
Rifiuti inquinanti nelle grotte di Asiago intervista a Corrado Corradin

..........
Sulla testata Nazionale di Estreme Conseguenze.it potrete leggere l'articolo con l'intervista al Presidente del Gruppo Speleologico Sette Comuni Corradin Corrado. I rifiuti inquinanti gettati dagli anni "60 all'interno delle grotte del nostro Altopiano.
Riportiamo sotto quanto emerso :
"...Dagli anni ‘60 le grotte di Asiago sono diventate deposito di tonnellate di rifiuti di qualsiasi tipo. “Un inquinamento irreversibile, andrebbero bonificate, ma è un lavoro immenso e quasi impossibile. Uno scempio di cui dovremmo vergognarci” dice ad Ec Corrado Corradin, speleologo del Gruppo Settecomuni. In barba alle leggi che dovrebbero tutelare sia il patrimonio carsico che la speleologia, sono molte le grotte italiane usate come discariche. Non c’è solo il caso delle cavità naturali di Asiago. “Serve una legge nazionale per salvarle” dice ad Ec Francesco Maurano, responsabile dell’iniziativa Puliamo il buio........
Chi controlla? Chi ci va laggiù a vedere cosa c’è sotto? Buttiamoci tutto, tanto in una grotta non si inquina, non è mica pericoloso. Guardando le foto che Corrado Corradin, speleologo del Gruppo Settecomuni di Asiago ci mostra e che si riferiscono alle grotte censite nella zona, questo probabilmente devono aver pensato tutti quelli che dagli anni ’60 ad oggi ci hanno buttato qualcosa: la lavatrice rotta, lo pneumatico della macchina, catrame, immondizia di ogni tipo. Anche rifiuti ospedalieri. Anche ferraglie radioattive. Anche olii esausti, un mare nero che con il caldo estivo evidentemente si allenta (anche se la temperatura della grotta è costante) e scende sempre più in profondità. Non c’è quasi nessuna grotta in cui non siano stati introdotti rifiuti. Qui, come in altri luoghi d’Italia, da Nord a Sud, c’è chi ha scambiato molti dei circa 38mila abissi di buio (secondo l’ultimo censimento delle grotte) nel luogo più sicuro e conveniente per liberarsi del proprio sacco, trasformando le cavità naturali in uno scenario che oltre ad essere desolante, spesso finisce per classificarsi come pericoloso.
..........
A farci calare idealmente nelle cavità contaminate di Asiago è Corrado Corradin, un diploma in chimica, presidente del Gruppo speleologico dei Settecomuni di Asiago. “Fino alla metà degli anni ‘70 i comuni usavano grotte e doline come discariche. Lo segnaliamo già da allora. Ci sono persino 12 corpi, mai recuperati, della nota BGT Catanzaro (vedi foto in gallery nel Buso dello Sprunk) protagonista della battaglia dell’Isonzo, che stanno li con una targa dal 1916, sepolti da un indissolubile e devastante cordone di lattine, lavatrici, pneumatici e sacchi di immondizia nei quali passa l’acqua detta potabile. Per anni lo smaltimento è avvenuto direttamente sul e nel territorio carsico. In particolare, le grotte inquinate sono quelle comode alle strade. Ancor oggi troviamo depositi dello spessore anche di 100 metri come al Brutto Buso di Asiago che oggi misura una 15 di metri di profondità tanto è piena di rifiuti. In questo caso abbiamo il rilievo fatto dal Gruppo Grotte Asiago, sessant'anni fa, quando la grotta era ancora vergine. Basta confrontare i due disegni per capire la situazione. Bonificare queste cavità è impossibile. Molte discariche in valli o doline sono oggi ricoperte da vegetazione che ne maschera la presenza, come la voragine Valamarana (conosciuta soltanto dagli speleologi) una bella collinetta verde al cui interno il corso d’acqua filtra nel putridume di un decennio di rifiuti gettati dentro dal comune di Altavilla Vicentina. Quasi impossibile tecnicamente la pulizia a meno che non venga spianato il colle. Le grotte inquinate in Altopiano sono decine.......”


riportiamo il link dove potrete trovare l'intero articolo:
https://estremeconseguenze.it/2019/01/21/discariche-al-buio/
martedì 22 gennaio 2019
Addio a "Lucio del Pub"

Il Gruppo SiAmo Asiago – Insieme per l’Altopiano si unisce
al dolore della famiglia di Lucio Pesavento.
Con Lui se ne và un
pezzo di storia del nostro Paese.
sabato 22 dicembre 2018
CONVOCAZIONE CONSIGLIO COMUNALE DEL 21-12-2018
CONVOCAZIONE CONSIGLIO COMUNALE DEL 21-12-2018
Asiago
li,17.12.2018
La
S.V. è invitata all’ Adunanza del
Consiglio Comunale riunito in sessione Straordinaria il
giorno Venerdì
21-12-18 alle ore 14:30 presso la Sala Consiliare del Comune di Asiago.
La
seconda convocazione è fissata per il
giorno 22-12-18 alle ore 14:30 , nello
stesso luogo.
L’ordine
del giorno della suddetta Adunanza Consiliare è il seguente:
1
LETTURA E APPROVAZIONE VERBALI
SEDUTE DEL 29.10.2018 E 03.11.2018.
2
PIANO DI ASSETTO DEL TERRITORIO
- ADOZIONE DELLA VARIANTE DI ADEGUAMENTO ALLA NORMATIVA REGIONALE SUL
CONTENIMENTO DEL CONSUMO DEL SUOLO (L.R. 14/2017 e D.G.R. 668/2018).
3
QUARTO ADEGUAMENTO DEL PIANO
DEGLI INTERVENTI AL P.A.T. - ADOZIONE AI SENSI DELL'ART. 18 DELLA LEGGE
REGIONALE 11/2004.
4
COMPLESSO EDILIZIO DENOMINATO
"CAVANIS" - INTERVENTO DI RISTRUTTURAZIONE, CON AMPLIAMENTO,
RIQUALIFICAZIONE E PARZIALE RICOMPOSIZIONE PLANIVOLUMETRICA SU DIVERSA AREA DI
SEDIME, FINALIZZATO ALLA RICOSTRUZIONE DI UNA STRUTTURA TURISTICO-RICETTIVA.
PARERE PRELIMINARE IN MERITO ALL'ATTIVAZIONE DELLA PROCEDURA IN DEROGA PREVISTA
DALLA LEGGE REGIONALE 55/2012.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
-dr.ssa Michela Rodeghiero –
lunedì 26 novembre 2018
Ortopedia torna a sperare. "Fiducia da riconquistare" intervista a Monica Dalle Ave
Si ripropone l'intervista pubblicata dal giornale di Vicenza il giorno 22 novembre 2018 , sulla questione ospedaliare di Asiago :
giovedì 8 novembre 2018
"L'ECCELLENZA ORTOPEDICA" di Asiago trasferita in toto a Cittadella!!
IL SUPER LAVORO DURATO DIECI ANNI PER CREARE L'ECCELLENZA ORTOPEDICA AD ASIAGO VANIFICATO!!!!!
NEL FRATTEMPO ALLA POPOLAZIONE SI CONTINUERANNO A PROPINARE CONTINUI "SCARICABARILI" DA DESTRA E MANCA. A rischio continuo i vari servizi sanitari da trasferire nel nuovo ospedale con l'inevitabile ricaduta sui cittadini e turisti.
Quella che doveva essere la punta di diamante per avviare la nuova struttura ospedaliera, ossia l'eccellenza ortopedica, è stata trasferita in toto all'ospedale di Cittadella. Ennesima scelta infelice a discapito della nostra salute e che andrà ad influire, purtroppo, non solo sulla popolazione dell'Altopiano ma inevitabilmente sulla qualità dei servizi offerti ai nostri turisti.
INTERVISTA del Dr. NICOLA CALZAVARA, uno dei tre medici dimissionari dell'ULSS7, rilasciata al TG3 al link : https://www.rainews.it/
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Ulss 7 Pedemontana
Ubicazione:
36012 Asiago VI, Italia
ETRA spa INTERVIENE LA CORTE DEI CONTI; REVOCA DELLA PROCURA GESTORIA AL DIRETTORE GENERALE MARCO BACCHIN
CONDIVIDIAMO LA PUBBLICAZIONE di BASSANONET.IT
https://www.bassanonet.it/news/27445-la_bufetra.html
La bufEtra
Dopo la revoca delle deleghe al direttore generale di Etra Spa Marco Bacchin, nel mirino della Corte dei Conti, intervengono i sindaci dei Comuni dell'area vicentina soci della multiutil
Etra Spa: per una società partecipata dai Comuni che oltre alla raccolta dei rifiuti gestisce anche il servizio idrico integrato, le acque sono agitatissime.
Due giorni fa i consigli di sorveglianza e di gestione della multiutility che si occupa di acqua e rifiuti nei 75 Comuni soci di tre province hanno revocato la “procura gestoria” - e cioè la procura che conferisce specifici compiti e poteri gestionali - al direttore generale Marco Bacchin. La decisione è stata presa a garanzia della società, ma anche del dirigente, in attesa del pronunciamento della Corte dei Conti che contesta a Bacchin, al responsabile dei servizi di approvvigionamento Leonardo Pieretti e al responsabile dei servizi ambientali Daniele Benin un milione e mezzo di danno erariale per gli “appalti prorogati” nel servizio di raccolta rifiuti.
In poche parole: secondo quanto emerso dalle indagini della Guardia di Finanza di Cittadella sarebbero state riscontrate ripetute irregolarità sulle procedure adottate dai competenti uffici di Etra nella proroga di alcuni appalti di servizio già in corso, evitando il ricorso a nuovi bandi di gara e andando in contrasto con la normativa della contrattualistica pubblica e con le direttive di merito dell'Autorità Nazionale Anticorruzione. Un'indagine contabile che si aggiunge all'azione penale che a seguito della denuncia del presidente del consiglio di gestione di Etra Andrea Levorato ha portato nei giorni scorsi all'iscrizione nel registro degli indagati di Enzo Targhetta, l’ex presidente di Asi, società di servizi partecipata per il 40% dalla stessa Etra. L’accusa nei confronti dell'indagato è di istigazione alla corruzione: Targhetta avrebbe tentato di convincere Levorato a partecipare alla spartizione di profitti di quanto ottenuto con le proroghe degli appalti.
Nel frattempo, in data odierna, i sindaci dei Comuni dell'area vicentina soci di Etra hanno trasmesso un comunicato stampa, relativo alla sospensione delle deleghe al direttore generale Marco Bacchin, che pubblichiamo di seguito:
COMUNICATO
I sottoscritti sindaci, soci di ETRA S.p.A. dell’area vicentina, in merito alle recenti notizie di indagini giudiziarie che coinvolgono la società, esprimono preoccupazione circa l’onorabilità e l’operatività di una società pubblica che costituisce un patrimonio per i cittadini e che nei confronti dei quali gestisce servizi essenziali ossia il servizio idrico integrato e la raccolta-smaltimento rifiuti. Per queste ragioni i medesimi sindaci si sono ritrovati tempestivamente con i propri rappresentanti in Consiglio di Sorveglianza e in Consiglio di Gestione per approfondire la conoscenza della situazione.
Da questi abbiamo avuto ulteriori informazioni circa la scelta condivisa relativa alla revoca della procura gestoria all’ing. Bacchin, Direttore Generale della società: scelta cautelativa motivata dalle contestazioni di tipo contabile e scelta che, alla luce dei principi del rispetto e della fiducia nei confronti della Magistratura Contabile e della presunzione di innocenza, i sindaci ritengono essere opportuna e sufficiente in attesa di eventuali ulteriori sviluppi.
I sindaci dei Comuni di: Bassano del Grappa, Campolongo sul Brenta, Cartigliano, Cassola, Cismon del Grappa, Marostica, Mason Vicentino, Molvena, Mussolente, Nove, Pianezze, Pove del Grappa, Pozzoleone, Romano d’Ezzelino, Rosà, Rossano Veneto, San Nazario, Schiavon, Solagna, Tezze sul Brenta, Valstagna, Asiago, Conco, Enego, Foza, Gallio, Lusiana, Roana, Rotzo.
Due giorni fa i consigli di sorveglianza e di gestione della multiutility che si occupa di acqua e rifiuti nei 75 Comuni soci di tre province hanno revocato la “procura gestoria” - e cioè la procura che conferisce specifici compiti e poteri gestionali - al direttore generale Marco Bacchin. La decisione è stata presa a garanzia della società, ma anche del dirigente, in attesa del pronunciamento della Corte dei Conti che contesta a Bacchin, al responsabile dei servizi di approvvigionamento Leonardo Pieretti e al responsabile dei servizi ambientali Daniele Benin un milione e mezzo di danno erariale per gli “appalti prorogati” nel servizio di raccolta rifiuti.
In poche parole: secondo quanto emerso dalle indagini della Guardia di Finanza di Cittadella sarebbero state riscontrate ripetute irregolarità sulle procedure adottate dai competenti uffici di Etra nella proroga di alcuni appalti di servizio già in corso, evitando il ricorso a nuovi bandi di gara e andando in contrasto con la normativa della contrattualistica pubblica e con le direttive di merito dell'Autorità Nazionale Anticorruzione. Un'indagine contabile che si aggiunge all'azione penale che a seguito della denuncia del presidente del consiglio di gestione di Etra Andrea Levorato ha portato nei giorni scorsi all'iscrizione nel registro degli indagati di Enzo Targhetta, l’ex presidente di Asi, società di servizi partecipata per il 40% dalla stessa Etra. L’accusa nei confronti dell'indagato è di istigazione alla corruzione: Targhetta avrebbe tentato di convincere Levorato a partecipare alla spartizione di profitti di quanto ottenuto con le proroghe degli appalti.
Nel frattempo, in data odierna, i sindaci dei Comuni dell'area vicentina soci di Etra hanno trasmesso un comunicato stampa, relativo alla sospensione delle deleghe al direttore generale Marco Bacchin, che pubblichiamo di seguito:
COMUNICATO
I sottoscritti sindaci, soci di ETRA S.p.A. dell’area vicentina, in merito alle recenti notizie di indagini giudiziarie che coinvolgono la società, esprimono preoccupazione circa l’onorabilità e l’operatività di una società pubblica che costituisce un patrimonio per i cittadini e che nei confronti dei quali gestisce servizi essenziali ossia il servizio idrico integrato e la raccolta-smaltimento rifiuti. Per queste ragioni i medesimi sindaci si sono ritrovati tempestivamente con i propri rappresentanti in Consiglio di Sorveglianza e in Consiglio di Gestione per approfondire la conoscenza della situazione.
Da questi abbiamo avuto ulteriori informazioni circa la scelta condivisa relativa alla revoca della procura gestoria all’ing. Bacchin, Direttore Generale della società: scelta cautelativa motivata dalle contestazioni di tipo contabile e scelta che, alla luce dei principi del rispetto e della fiducia nei confronti della Magistratura Contabile e della presunzione di innocenza, i sindaci ritengono essere opportuna e sufficiente in attesa di eventuali ulteriori sviluppi.
I sindaci dei Comuni di: Bassano del Grappa, Campolongo sul Brenta, Cartigliano, Cassola, Cismon del Grappa, Marostica, Mason Vicentino, Molvena, Mussolente, Nove, Pianezze, Pove del Grappa, Pozzoleone, Romano d’Ezzelino, Rosà, Rossano Veneto, San Nazario, Schiavon, Solagna, Tezze sul Brenta, Valstagna, Asiago, Conco, Enego, Foza, Gallio, Lusiana, Roana, Rotzo.
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